27 settembre 2006

Un delitto anomalo, nell’atollo più tranquillo dei Caraibi

Turista italiana
massacrata a Los Roques


Elena Vecoli e Ricardo Prescendi erano in luna di miele, sono stati aggrediti nella notte.Escluso il movente della rapina, gli inquirenti indagano sullo scambio di persona



Caracas- Il paradiso de "Los Roques" si è convertito in un incubo per una coppia italiana in luna di miele. Elena Vecoli e Riccardo Prescendi, due fiorentini convolati a nozze il 16 settembre scorso, sono stati aggrediti nel cuore della notte, mentre pernottavano nella posada La Lagunita. La donna, di appena trentaquattro anni, è morta a seguito delle percosse, e del soffocamento. Il marito, in stato di shock, ha riportato lesioni gravi. Secondo la ricostruzione dei fatti, alle 11 e 30 di sera, dopo aver sorseggiato un drink sul terrazzo, si sono ritirati in camera: l’unica, la loro, al piano di sopra. Tutto sembrava tranquillo, come consuetudine in questa piccola oasi venezolana. Elena lo conferma anche alla madre, in una telefonata prima di andare a dormire.
La sera scorre liscia fino alle quattro e mezza del mattino. A quell’ora il marito, sanguinante, scende le scale, e bussa alle porte degli altri ospiti. Malconcio, con i denti rotti e una mascella fracassata, riesce a malapena a chiedere aiuto, per sé e per la moglie. Gli altri turisti lo soccorrono, vanno al piano di sopra, e trovano la ragazza, riversa sul pavimento, legata con dei fili elettrici. Le controllano il polso: è morta. Avvisano il marito, che nel frattempo era svenuto, e lui, incredulo, chiama i genitori della ragazza.
“Se mi avessero chiesto qualcosa, avrei dato tutto”, ripete sotto shock mentre ancora si pensa all’ipotesi della rapina.
Un delitto cruento che questo tranquillo fiorentino fa fatica a ricordare. Un gruppo di persone, forse tre, ha fatto irruzione nella stanza. Senza dire nulla, hanno immobilizzato la coppia con dei fili elettrici, li hanno picchiati e soffocati. Prescendi, dopo aver ripreso conoscenza, grazie ad una forbice, è riuscito a slegarsi e dare l’allarme. Fin qui le notizie certe. Quale sia il movente rimane un mistero.
“Non è stato sottratto assolutamente niente- conferma il corrispondente consolare a Los Roques, Angelo Legori- né hanno intimato di aprire la cassaforte, o consegnare oggetti personali”.
Anche il funzionario d’Ambasciata Marco Petacco concorda con questa tesi, intanto sembra che l’attenzione degli inquirenti si sia concentrata sullo scambio di persona.
I due coniugi, infatti, erano i soli turisti sistemati nell’unica stanza del primo piano. Quella stanza, solitamente, veniva utilizzava dal proprietario Andrea Piccinni. Il giorno dell’assalto avrebbe dovuto essere al loro posto, di ritorno dall’Italia. Il viaggio, però, all’ultimo viene rimandato. Si narra che a Los Roques Andrea abbia più volte ricevuto minacce (probabilmente per motivi passionali) e subito aggressioni, nulla che potesse far presagire una così rapida escalation di violenza. Sull’accaduto gli incaricati della "posada" non rilasciano dichiarazioni, mentre i cellulari in Italia sono irraggiungibili. La notizia dell’aggressione, diffusasi rapidamente nell’atollo tropicale, ha messo in fuga molti turisti, allertando anche le autorità venezolane: questa zona è da sempre considerata lontana dai pericoli tipici della terraferma. Sono state bloccate le barche e gli aerei in uscita, nella speranza che gli aggressori non fossero ancora andati via. Per il momento non c’è ancora nessun indagato, si spera che il caso non rimanga a lungo irrisolto, anche per dare una risposta ai familiari che oggi arriveranno a Caracas. In seguito agli eventi, il viceministro Danieli ha espresso l'intenzione di viaggiare in Venezuela, per confrontarsi con le autorità sul problema della sicurezza.
 

29 settembre 2006

DELITTO DE "LOS ROQUES"

INSORGE LA STAMPA VENEZUELANA

Le tristi vicende della coppia italiana scatenano il quotidiano"El Nacional" che accusa il governo Chàvez di eccessivo lassismo. Riportiamo l'editoriale

El Nacional è da sempre il quotidiano della borghesia nazionale venezuelana, apertamente schierata contro il governo. In questa occasione non manca di sottolineare come l'inferno vissuto dai turisti italiani, sia pane quotidiano per tutti

 

Un infuocato editoriale dà tutta la colpa al governo in carica, incapace di far qualcosa contro la delinquenza. Ne riportiamo il finale:

(…)La cosa peggiore è che molti cittadini ingenuamente votarono per un militare con la falsa idea che avrebbe ristabilito l’ordine contro la delinquenza. I suoi rimedi sono stati peggiori che il male da curare. Oggi esiste un’alleanza tra i gruppi irregolari, che operano negli Stati di frontiera, e le autorità di polizia, che chiudono un occhio rispetto ai sequestri, alle estorsioni, alle tangenti, sempre e quando queste pratiche siano portate  innanzi dalle forze rivoluzionarie delle Forze Bolivariane di Liberazione, o dalle Farc del paese vicino.

Nelle zone popolari delle grandi città succede lo stesso tra i corpi di polizia e le bande di delinquenti, che  operano assieme e amichevolmente contro i cittadini onesti e lavoratori.

Non c’è una sola settimana in cui il Procuratore della repubblica non denunci e processi poliziotti e guardie nazionali implicate in rapine ed assassini, estorsioni e sequestri.

 Tanta vicinanza e amicizia tra delinquenti e polizia è più che sospettosa:aumenta i dubbi sulle vere intenzioni del governo, se sia interessato davvero a metter fine a questa situazione, o sotto sotto se ne approfitti .

Sarebbe mostruoso perché le principali vittime della violenza urbana e rurale sono i settori popolari, a cui spetta una quota settimanale di cadaveri che, notte dopo notte, si accumulano negli obitori delle diverse regioni del paese.

 Il pianto e il dolore delle madri, spose e familiari, che vanno a reclamare il corpo dei loro cari, rimbomba tutti i lunedì nelle notizie radio, in televisione, ed anche sulla stampa scritta. Di per sè il paese intero (tanto chavista come dell’opposizione) si infuria dinanzi agli omicidi che riguardano sia i barrios che le zone urbane, sia i fondi privati che i campi.

Il ministro dell’Interno e della giustizia si dedica a litigare con il procuratore generale,con il ministro della Difesa, come se fosse pagato per questi esercizi di pugilato burocratico, e non per garantire la sicurezza ai cittadini. Quanti morti ancora  affinché Chavez capisca che l’incapacità del suo ministro rende la vita impossibile al suo paese e gli toglie voti per la  rielezione?

Oramai le vittime non sono solo venezuelani, che in quanto tali non  sembrano importanti al ministro dell’Interno e della giustizia. Alla lista si sommano italiani, francesi, colombiani, brasiliani . Il mito di un militare al potere come garanzia di ordine e sicurezza si è cancellato, per fortuna, dall’immaginario venezuelano, e , come stanno le cose, anche in quello degli europei e degli asiatici. E’ un bene che sia accaduto perché questo mito alimenta i fascismo e militarismo.

Pero la cosa tragica  è che lo stiamo pagando con la vita della nostra gente.

 Indipendentemente dal movente del crimine occorso a Los Roques, che ha distrutto la felicità di una coppia di turisti italiani, rimane la nostra disgrazia quotidiana. Oggi siamo meno liberi di andare per le strade, di lavorare al volante di un taxi, di guadagnarci la vita  come conducenti, o agricoltori o commercianti: tutti possiamo perdere la vita. Grazie Chacòn.