-Caracas, 7 luglio 2004-

                               "...chi uccide un uomo di latta lo fa nel buio della notte, quando qui a Caracas anche le streghe hanno paura..."

 

I RACCOGLITORI DI LATTA

     Diogene il Cinico, che viveva in una botte

Piero Armenti

         Non sono personaggi immaginari, tratti dalla fantasia di Lewis Carroll, e della sua Alice nel paese delle meraviglie, nè un ritrovato tecnologico per soddisfare le manie delle casalinghe americane. A seconda del punto di vista dell’osservatore, sono la povertà che si fa carne e sangue, acquista corpo e forma,  solca le strade di Caracas, oppure la suggestiva incarnazione di Diogene il Cinico, che viveva di niente ed elesse dimora in una botte. Sono miseria, ma anche suggestione della miseria.

 Il crollo delle torri gemelle fu tragedia, e spettacolo. Gli uomini di latta sono ingiustizia, disumanità, ma anche sublimazione dell’umanità, e la loro vita a tratti poesia ermetica.

Chi sono?

I raccoglitori di latta sono instancabili camminatori,  che trascinano sulle proprie spalle un sacco in cui raccolgono le lattine (cocacola, pepsi) abbandonate per strada-

 Queste lattine di alluminio, rivendute alle imprese che si occupano di riciclaggio, diventano per loro un guadagno, e rende il raccoglierle un lavoro.

Sono poveri, poverissimi, indossano cenci,e camminano sempre soli. La loro, però, non è propriamente una scelta, è solo un modo per continuare a vivere con equilibrio una vita  che mai con loro fu gentile-

Se lo meritarono, non se lo meritarono? questioni di lana caprina. 

Sono, dopotutto, vittime inconsapevoli  di una “povertà produttiva”, di una povertà necessaria, dello squilibrio tipico delle societá occidentalizzate.

Sono niente di niente. Nullità. E il cinico che vive nascosto  dentro noi assicura: sono esistiti in qualsiasi epoca, in qualsiasi civiltá, c'est la vie.

E che l'anima sia in pace.

Lì vedi così, soli, di giorno, di notte, trascinare questo sacco per strada,  rumoroso, silenzioso.

Lì vedi all’angolo del metro, mangiare in vaschette sporche, li vedi così, con lo sguardo  lontano, ma non assente. E poi si trasformano in gatti, aprono i sacchi di spazzatura, e cercano- cercano-cercano, semplicemente latte, lattine. Molti sono soli, altri hanno anche famiglia, chi li conosce giura: mai visti in compagnia.

La loro vita, (felici- infelici -chissà) non è facile, spesso vengono assassinati, da chi, perchè? Forse la polizia ?forse qualche balordo?  nessuno lo saprá mai.E non per colpa della polizia: chi uccide un uomo di latta lo fa nel buio della notte, quando qui a Caracas anche le streghe hanno paura

Uomini che raccolgono le lattine, chi li conosce?:  infastidiscono, dicono molti, riversano la spazzatura a terra, spaventano, sono l’esempio del fallimento del governo di Chavèz ecc,ecc,ecc, sono tutto quel che vedi, ma nulla di quello che sai, perché quel che sai é pari a zero.

Zero.

Gli esperti di statistica non li hanno trascurati e senteziano: sono la povertà estrema, nè casa, poco cibo, niente servizi essenziali. Sono aumentati negli ultimi tempi...colpa di Chàvez? Colpa della globalizzazione?

Si scatenino gli astanti, i politici di professione, i manovali, gli operai, coloro che in ogni caso hanno la pancia piena... tanto loro, i raccoglitori di latta, saranno ancora lì, soli, en la calle .

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