-Caracas, 5 settembre 2004-

"...Quando bisognerà aspettare, allora, affinchè i presunti brogli si scollino  di dosso la parvenza di allucinazioni per una  opposizione sconfitta..."

 

Il Sùmate ci riprova

   

           

    Piero Armenti

       Il Sùmate, in prima fila nell’opporsi a  Chàvez, ha presentato i risultati dell’investigazione sui presunti brogli elettorali.

      Gli incaricati affermano che ci sono elevate possibilità ( 99%) che si siano commesse irregolarità.  

       Riccardo Haussman, professore universitario presso Harvard, e principale responsabile della ricerca, assicura di aver sviluppato un test che dimostra con quasi certezza le voci di “fraude” che circolavano da tempo nelle strade bene di Caracas. Aggiunge il professore  due osservazioni. In primis che la verifica post-elettorale da farsi su urne estratte a sorteggio, è stata “indirizzata” su alcune urne ben selezionate, e in secondo luogo che se c’è stata frode, questa è sicuramente avvenuta manipolando tutte le macchine di uno stesso centro di votazione.

 

       Per Maria Machado, direttrice di Sùmate, questa ricerca vale oro,  deve far riflettere sul diniego opposto dal Consiglio Nazionale Elettorale di controllare manualmente il processo elettorale computerizzato. Ma oramai è troppo tardi.

Quel che adesso si chiede è alla Smarmatic di prestar fede alla parola data alcune settimane fa, ossia di essere disposti a qualsiasi tipo di verifica sulle macchine, in nome, e per il bene,  della trasparenza.

Nei prossimi giorni la ricerca   verrà mostrata all’organizzazione degli Stati Americani, e al Centro Carter, perennemente in attesa di qualche dato concreto su cui ragionare seriamente.

Nonostante il colpo di coda del professor Haussman,  sembrano affievolirsi le possibilità di dimostrare la frode, e ottenere nuove votazioni, anzi: a dire il vero i pochi indizi vociferati nei corridoi elettorali iniziano a perder peso, non superando la soglia scientifica della verosimiglianza.

   Innanzitutto inizia ad affievolirsi la voce del software  manipolato, che avrebbe impedito ai “SI” di superare una determinata quota (il tope) . Questo intuizione era basata su di una strana coincidenza:  la presenza di più urne, in una stesso seggio, con lo stesso numero di voti per il SI

      Secondo il professor Alejo Sanchèz, che scrive dalle colonne di Talcual, giornale antichavista critico, questa prova è un buco nell’acqua. Simulando le elezioni con un  computer, attraverso criteri probabilistici riconosciuti, ha potuto costatare la “normalità” di queste ripetizioni, soprattutto nei seggi  con differenza di voto più polarizzata.

     Quando bisognerà aspettare, allora, affinchè i presunti brogli si scollino  di dosso la parvenza di allucinazioni per una  opposizione sconfitta

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