|
"...
IN COLOMBIA
Cari compagni di viaggio, oggi ci salutiamo, ci ritroveremo sempre qui, tra una settimana. Andrò in Colombia, a Bogotà. Da lì cercherò di capire qualcosa in più su una delle zone considerate più pericolose del sud-america: è l’unica per il quale il ministero degli esteri italiani sconsiglia il viaggio, se non strettamente necessario.
La Colombia vive una vera e propria crisi di sovranità statale (ed in questo unica nel Sud-America); dilaniata da una guerra civile quarantennale, o meglio da una guerra di guerriglia, tra le FARC (comunista rivoluzionari) e ELN (esercito di liberazione nazionale) da un lato, paramilitari di destra e narcotrafficanti dall’altro. Al centro un governo, a detta di molti, altrettanto violento e autoritario. Il presidente in carica è Alvaro Uribe, severo, si dice, nella lotta al narcotraffico, anche se dalle ultime rivelazioni del Newsweek, sembra abbia avuto anche lui in passato contatti con il narcotraffico: una vera bomba per la sua credibilità. Vari sono gli aspetti che approfondiremo al mio ritorno: il Plan Colombia, ossia gli aiuti economici degli Stati Uniti, la lotta con pesticidi chimici alla coca che ha inquinato i terreni e rovinato alcuni agricoltori, le ragioni della guerriglia, le ragioni dei paramilitari, e la realtà di una nazione, poco conosciuta, bellissima, ricca di fiori (ne esporta in tutto il mondo) ma considerata, a torto o a ragione, classista; , poco conosciuta, bellissima, ricca di fiori (ne esporta in tutto il mondo) ma considerata, a torto o a ragione, classista;
Clicca, per tornare alla pagina iniziale
|