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-Caracas, 31 maggio 2004-
"...I centri statistici, di una parte e dell’altra si danno battaglia, e le versioni , a volte, risultano opposte..." Sulla povertá (I)
Una delle questioni piú controverse in Venezuela sono le politiche per combattere la povertá. In una nazione dove i poveri costituiscono la maggioranza, le elezioni si vincono con la fiducia degli strati sociali bassi, poco avvezzi alle statistiche dei piani alti, piú attratti dal linguaggio semplice e diretto del presidente popolano. Cerchiamo di rispondere a questa domanda: in questi ultimi 30 anni la povertà è diminuita o aumentata? I centri statistici, di una parte e dell’altra si danno battaglia, e le versioni , a volte, risultano opposte. Cerchiamo di fare chiarezza partendo da alcune ricerche obiettive che incrociano diversi fattori. Prendiamo il cosí detto “Gini-Coefficient”, che misura l’ineguaglianza reddituale nei singoli paesi. Dal 1971 al 1997 non sono stati registrati sostanziali cambiamenti tra i redditi derivanti da salario, il dato è significativo, ma necessita di una correzione: il Gini-coefficient misura solo i redditi derivanti dal salario, non quelli derivanti dal capitale. Quindi quel che ci dice è che tra i salari non sono state registrate estremizzazioni.
Un’altra ricerca diretta da Francisco Rodriguez mostra che, comparando le entrate ottenute dai capitali, con quelle lavorative, le prime sono aumentate, le seconde diminuite.
Aggiungiamo un altro dato: l’economia Venezuela dipende dal petrolio, e dalle entrate dovute alla sua esportazione: il petrolio rappresenta 1/3 delle entrate pubbliche. Mentre nel 1974 le entrate pro capite hanno raggiunto i 955$ , nel 1974 sono crollate a $ 384. Dunque: l’aumentata disuguaglianza economica , combinata al crollo delle entrate petrolifere, ha causato un aumento della povertà: passata dal 33 % nel 1974 al 70% nel 1995, mentre il numero di famiglie in estrema povertà è aumentato dal 15% al 45%. Rispetto alle altre zone dell’America Latina l’incremento della povertà è tra le piú significative- Aumentata in questi ultimi trenta anni anche la percentuale di persone che lavorano nel sommerso: dal 34,5% del 1980 al 53% nel 1999, il livello di sindacalizzazione è crollato dal 26,4% nel 1988 al 13,5% nel 1995. In controtendenza rispetto a questi dati c’è l’indice di sviluppo umano (HDI), misurato dal programma di sviluppo delle nazioni unite. Questo indice misura non solo il reddito procapite , ma anche altri fattori come la sanitá, la scolarizzazione. Dal 1980 al 1990 l’indice del Venezuela si è alzato, passando dal 0,689 al 0,821. E’ declinato poi nella seconda metá del 1990, incrementando di nuovo dal 1999 al 2001, terminando a quota 0,7694 nel 2001. Come spiegare questo contrasto? Ci sono tre possibilitá di coordinare le due ricerche. La prima è sottolineare che l’indice di sviluppo non tiene conto delle disuguaglianze,per cui se l’istruzione aumenta molto per la classe media e per niente per la classe bassa, dall’indice risulta che è aumentata di poco, ma per tutti. La seconda è considerare che le disuguaglianze economiche, e l’aumentata povertá, hanno costretto il governo ad aumentare la rete di sicurezza sociale nazionale,per evitare disastri umani. La terza è che il capitalismo selvaggio ha creato anche offerte di lavoro, che, distribuendo ricchezza, hanno permesso ad alcuni strati della popolazione di risollevarsi, creando una embrionale, ancora piccola, classe medio bassa che spera di aumentare le proprie aspettative reddituali future. Clicca, per tornare alla pagina iniziale
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