-Caracas, 28 luglio 2004-

        "...La madre piange, ogni tanto bacia la spalla del figlio: la vedi entrare nell’inquadreatura dall’angolo basso del teleschermo..."

          Complenno del presidente

              

Piero Armenti

Oggi  il Presidente Chàvez  compie 50 anni e non poteva non festeggiare l’evento con il suo popolo, considerando il rapporto filiativo che ad esso lo lega : io, venezuelano come voi.

E quale poteva essere il miglior modo per festeggiare se non una bucolica “cadena”, ambientata nelle proprie campagne.

Per chi non lo sapesse la “cadena” è un’interruzione nella programmazione televisiva delle tv private, imposta unilateralmente  dal governo .E così utilizzando questo potere, Chàvez irrompe nelle reti nazionali, mostrando il proprio spettacolo

Il messaggio arriva alle 22:30 di notte.

Il rivoluzionario  appare con camicia rossa ricamata (regalata da non so quale parente); di sfondo c’è il verde intenso dei prati, il cielo terso.

Appare più dimagrito e più calmo del solito, tono pacato e suadente, sguardo fisso, movimenti delle mani controllate.

Mentre parla,il regista stacca su alcuni cavalli, poi continua a riprenderlo  e lui si avvicina  ad una fila enorme di parenti, una “mezcla” di bianchi e mulatti (madre bianca, padre indio): è  una di quelle  fotografie da  matrimonio, se ci pensi bene.

Al fianco la madre, dietro il padre.

Chàvez continua il suo discorso sull’amore per il popolo, sulla vita dedicata al popolo, sulla speranza di rimanere quanto più tempo possibile per onorare il popolo, e il popolo, il popolo.....e ancora il popolo. E’ la sua parola preferita, è ciò su cui ha puntato per differenziarsi dalla vecchia classe politica che questa parola non la usava più.

La madre piange, ogni tanto bacia la spalla del figlio: la vedi entrare nell’inquadreatura dall’angolo basso del teleschermo.

Chàvez continua la propria operetta, immancabili anche le sue  lacrime (non un fiume, appena visibili) con la madre che gliele asciuga: quel che vedi è un tripudio di bontà, il paradiso concentratosi per qualche minuto in una vallata tropicale, ad assumere la forma tondeggiante del viso presidenziale. Quanta è lontana la diplomazia politica europea, quanto è vicina la spettacolarità televisiva .

Il messaggio, senza importanza,  è breve, termina rapidamente, risollevando chi ha perso minuti preziosi del proprio programma preferito: bisogna aspettare, però,sta per arrivare la sorpresa.

Subito dopo il messaggio appare una schermata delle rete privata in cui scorrono delle parole, mentre una voce le legge. Il senso delle parole  è questo.

 Questa incursione del presidente è fuori legge, contraria alle norme costituzionali e in violazione delle norme dello stato di diritto, si prega il Consiglio Nazionale Elettorale di vietare questo tipo di imposizione in periodo pre-elettorale, per garantire la par condicio.

Così al colpo di pistola del presidente, risponde la pugnalata dell’opposizione. Sembra strano, ma è naturale che sia così, ed è anche una fortuna: siamo a 2 settimane dalle elezioni, e in fondo, a dire il vero,  le cose trascorrono in maniera  estremamente tranquilla.

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