- Caracas, 25 maggio 2004-

 

               "..... un terzo della popolazione possiede un’arma da fuoco, vuoi per  costume, vuoi per legittima difesa,vuoi perchè la vita è questa..."

21 omicidi in 2 giorni      

   Cosa significa blindare una automobile? Tranquillitá (pubblicitá apparsa su El Nacional, quotidiano venezuelano)

Piero Armenti

Nel fine-settimana di Caracas (circa 2 milioni di abitanti) sono stati registrati 21 omicidi , 77 in tutto il Venezuela.

Una cifra assolutamente elevata, che giustifica le preoccupazioni  dei caraqueñi, poveri o ricchi che siano.

Che la città sia tra le più pericolose del Sud America lo capisci subito da un  dato che scorre sulla bocca di tutti: un terzo della popolazione possiede un’arma da fuoco, vuoi per  costume, vuoi per legittima difesa,vuoi perchè la vita è questa.

Ma la pistola è sola una goccia nel mare dell’enormità che si fa per difendersi.

 I quartieri ricchi, o medio alti, spesso, senza alcun peremesso pubblico, pongono al proprio ingresso sbarre difensive,  con vigilantes che lasciano passare solo i residenti, o i loro amici, previo avviso.  I palazzi, in genere,  non sono da meno: sono circondati da filo spinato elettrificato e per entrare, spesso, devi mostrare la carta di identità ,ti viene consegnato un cartellino da riconsegnare all’uscita. Sembra uno scherzo, ma è normalità da queste parti.

 

Le automobili,desiderio di tutti i ladri del mondo, vengono sottratte con vere e proprie operazioni armate (ti affiancano più macchine e ti rapinano); alla fine risultano un peso enorme per chi deve guidarle, soprattutto se si è di notte e sei una donna: di regola  si evitano i tratti più pericolosi, e si ci nasconde dietro vetri  oscuri. Non di rado all’interno dell’auto, chiaramente provvista di antifurto, è ben nascosto un fucile, con cui produrre forti scosse elettriche “fino ad uccidere”,  dicono con orgoglio i ragazzotti appena patentati di qua.

I taxi sono altro cibo prelibato, solitamente si rifiutano di accompagnarti in zone estremamente pericolose: per chi lavora la notte, i rischi sono troppo elevati.

Ma non di rado i tassisti sono essi stessi carnefici:  spesso sono associati ai rapinatori, e creano vere e proprie sceneggiate per derubare i clienti.

La notte, anche a causa della scarsa illuminazione, alcune zone sono soggette a coprifuoco, se proprio devi andarci tutti ti consigliano di accelerare il passo: non è, dicono molti, delinquenza cattiva, che vuole arricchirsi, è solo la conseguenza di tassi di povertà elevati (da 60% a 80 %), e di enormi disuguaglianze sociali.

Fatto sta che la tranquillità quotidiana è ostacolata e lo è da sempre, oramai anche le abitudini ne sono condizionate: gli occhi sempre ben aperti.

La sicurezza non è un problema solo per i benestanti, ma soprattutto, e anche, per i lavoratori della classe bassa, che non possono difendersi e non hanno macchine blindate;  sono loro, che lavorano tutto il giorno, a temere di più le rapine, sono loro a reclamare giustizia, proprio coloro che con i rapinatori in fondo ci convivono tutti i giorni, e condividono gli stessi spazi

Della polizia, infine, tutti ti dicono di non fidarsi: sono persone armate come tante, e di conseguenza pericolose.

Beh, c’è da stare attenti, ma non da condannarsi ad una vita di privazioni e paure, in fondo, assicurano al Consolato Italiano, ai dipendenti in tanti anni non è mai sucesso nulla. Sarà, ma non è bello alzarse la mattina e leggere sul quotidiano di un altro sequestro o morto ammazzato

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