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-Caracas, 24 maggio "... Aló presidente
Proviamo a fare una cronaca di circa 20 minuti della performance presidenziale. Chavez indossa una camicia a quadri, molto, molto lontana dall’essere elegante( prima differenza con il naturale stile del politico europeo). Parla da solo, senza nessuno che l’affianchi; in pratica conduce la trasmissione, risponde alle telefonate, intervista gli ospiti. Lo sfondo č una biblioteca, ed ogni tanto il regista stacca trasversalmente sul pubblico, anche lui dall’aspetto tremendamente popolare. A prima vista giá capisci: il suo obiettivo č passare per uno del popolo,uno di loro, e differenziarsi dalla formalitŕ cravattata tipica della politica affarista precedente. Neanche inizi ad ascoltare Chavez che pensi subito a Berlusconi: entrambi amano farsi chiamare presidente, hanno gli stessi tempi, la stessa capacitá di raggiungere il pubblico, lo stesso linguaggio, semplice e diretto, la stessa vena ironica (Chavez fa tante battute,con risatine di sottofondo), e soprattutto hanno gli stessi colpi di teatro. Ad un certo punto, infatti, Chavez riceve una telefonata da casa. E’una ragazza di ventotto anni che chiama per dire al Presidente che sua madre ha un tumore al colon, e che sta male, deve essere curata. Chavez conduce con naturalezza la telefonata, si fa passare la madre, le parla come un consumato comunicatore televisivo, "non si preoccupi signora, si animi, facciamo un applauso di incoraggiamento”,ed infine la rincuora, raccontandole la storia confortante, chissŕ se vera o falsa, di un bimbo dato per spacciato che andato a Cuba si era salvato. Pensi di aver giá assistito a troppo, ma ancora il bello deve arrivare. Chavez, ualŕ, sorprende la signora: un aereo andrá a prenderla, la porterá a Cuba, insieme alla figlia. E'un momento solenne, di bontá pura: il presidente lo affronta con ostentata umiltŕ, cerca di non farsi ringraziare troppo, non lascia spazio alla figlia , continua con battute sui figli dell’anziana, e su come faranno senza di lei in vacanza a Cuba.Il perché non voglia farsi ringraziare troppo lo sai subito: non vuole passare per un sovrano compassionevole, ma per l'amico della porta accanto. Di politica non c’č niente, č puro spettacolo, sta conservando il consenso, sta alimentando la figura antipolitica di chi ascolta la gente, volano che lo ha portato ad essere uno dei presidenti piú amati.
Il segreto di Chávez é
proprio questo, quando lui parla al popolo, lo fa con il linguaggio, con i
gesti, con la voce, con le parole del popolo, ed é per questo che noi non
possiamo capirlo, perché é
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