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"sei
proprio un rivoluzionario"
-Chávez si
complimenta con Zapatero-
Primo contatto
tra Zapatero e Chavez nel palazzo del Pardo. Un incontro breve, se
paragonato alle ore di allegria con Fidel, ma che lascia tranquilli: è solo
un antipasto, continuerá domani.
Un incontro breve, dicevamo, che è servito per consolidare una
affinitá di cuore palese, intuita da tutti e da loro stessi innanzitutto.
Alla fine arriva anche la Chavez- benedizione. Rivolgendosi alla
stampa spagnola, interessatissima all’evento, Chávez fa a Zapatero il maggior
complimento che il suo vocabolario politico conosca: “ sei proprio un
rivoluzionario!”.
Una benedizione vera e propria, una patente di
rivoluzionarietá che solo due al mondo possono, ora come ora, permettersi:
Chavéz e Fidel. “Sottoscrivo quasi totalmente il discorso di Zapatero,
perché lui pone in primo piano l’interesse sociale verso il popolo” ed
ancora “ dobbiamo aumentare i rapporti bilaterali tra le due nostre nazioni,
magari creando un fondo sociale binazionale”. Per quando riguarda il fallito
colpo di stato del 2002, e gli screzi con il vecchio presidente Aznar: “ è
acqua passata ”.
Un amore, tra i due, evidente ma contenuto, che nulla ha a che vedere con
la passione intensa e viscerale che lega l’Indio all’altra sponda caraibica,
quella cubana, povera e vitale, che ha fatto della questione sociale la
propria unica bandiera.
Un amore composto, dicevamo, perché Chávez non dimentica che loro, gli
spagnoli, assieme al mondo avanzato, sono i promotori dell’imperativo
neo-liberale, che nella competizione globale cerca occasioni per aumentare i
propri profitti, ma dimentica gli altri, quelli che non hanno
diritti minimi (alimentazione, educazione) e non possono guardare
avanti.
Quell’imperativo neoliberale che vede nella crescita economica, nella
libertá economica, l’unica vera strada verso l' emancipazione, ma nasconde
fin troppo bene l’altra faccia della medaglia: le diseguaglianze, e i
diritti fondamentali
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