-Caracas 22 novembre 2004-

         "...Rivolgendosi alla stampa spagnola, interessatissima all’evento, Chávez fa a Zapatero il maggior complimento che il suo vocabolario politico conosca:       “ sei proprio un rivoluzionario!..

     "sei proprio un rivoluzionario"

     -Chávez si complimenta con Zapatero-

     

        Piero Armenti

 Primo contatto tra Zapatero e Chavez nel palazzo del Pardo. Un incontro breve, se paragonato alle ore di allegria con Fidel, ma che lascia tranquilli: è solo un antipasto, continuerá  domani.

    Un incontro breve, dicevamo,  che è servito per consolidare una affinitá di cuore palese, intuita da tutti e da loro stessi innanzitutto.

    Alla fine arriva anche la Chavez- benedizione. Rivolgendosi alla stampa spagnola, interessatissima all’evento, Chávez fa a Zapatero il maggior complimento che il suo vocabolario politico conosca:       “ sei proprio un rivoluzionario!”. Una benedizione vera e propria, una patente di rivoluzionarietá che solo due al mondo possono, ora come ora, permettersi: Chavéz e Fidel. “Sottoscrivo quasi totalmente il discorso di Zapatero, perché lui pone in primo piano l’interesse sociale verso il popolo” ed ancora “ dobbiamo aumentare i rapporti bilaterali tra le due nostre nazioni, magari creando un fondo sociale binazionale”. Per quando riguarda il fallito colpo di stato del 2002, e gli screzi  con il vecchio presidente Aznar: “ è acqua passata ”.

       Un amore, tra i due, evidente  ma contenuto, che nulla ha a che vedere con la passione intensa e viscerale che lega l’Indio all’altra sponda caraibica, quella cubana, povera e vitale, che ha fatto della questione sociale la propria unica bandiera.

    Un amore composto, dicevamo, perché Chávez non dimentica che loro, gli spagnoli, assieme al mondo avanzato, sono i promotori dell’imperativo neo-liberale, che nella competizione globale cerca occasioni per aumentare i propri profitti, ma dimentica  gli altri, quelli che non hanno  diritti minimi (alimentazione, educazione) e non possono guardare  avanti.

     Quell’imperativo neoliberale che vede nella crescita economica, nella libertá economica,  l’unica vera strada verso l' emancipazione, ma nasconde fin troppo bene l’altra faccia della medaglia: le diseguaglianze, e i diritti fondamentali dei singoli e dei popoli. Cancellati.

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