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Caracas, 21 giugno 2004 "...chi può vantarne il diritto, in un Venezuela germogliante di europei, cerca di varcare il confine con un “libretto rosso” dell’Unione Europea, di gran valore sul mercato delle frontiere..." Passaporti per gli Stati Uniti
Per capire quanto gli Stati Uniti possano condizionare un paese straniero, in forza della loro posizione dominante, si può partire anche da un piccolo e stupido esempio. Prendiamo la questione dei passaporti. Per entrare, dal Venezuela come venezuelano, nel “paese delle opportunità”, è necessario non solo un passaporto venezuelano valido, ma ottenere anche il visto turistico presso il Consolato statunitense: avere il visto non è facile, assicurano i turisti, e le file al Consolato americano sono interminabili. Ecco che allora scatta la caccia al secondo passaporto: chi può vantarne il diritto, in un Venezuela germogliante di europei, cerca di varcare il confine con un “libretto rosso” dell’Unione Europea, di gran valore sul mercato delle frontiere.
Se a ciò si aggiunge che ultimamente gli Stati Uniti hanno imposto, per l’accettazione dei passaporti stranieri, la presenza di uno speciale codice a barre, di cui gran parte di quelli già in circolazione sono sprovvisti, possiamo arrivare ad una prima verità: è iniziata la corsa al rinnovo dei passaporti (con la P maiuscola) presso i Consolati europei in Venezuela.
Il risultato : code lunghissime e appuntamenti lontani nel tempo. Italiani, spagnoli, e portoghesi (con la doppia cittadinanza, e quindi anche venezuelani) affannosamente alla ricerca del Santo Graal color porpora, e della libbbertà (abbondino le b). La realtà che ben presto si para dinanzi agli occhi dello speranzoso viaggiatore italo-venezuelano è, però, deludente. Dagli occhi lucenti di speranza si va agli occhi lucidi di nervosismo: e non serve molto tempo, basta aver fatto appena pochi passi nel territorio consolare. Ovviamente le reazioni, e le richieste, sono quasi sempre le stesse: come poter far prima, come vantare una priorità, usare qualche corsia preferenziale; i tentativi anche abbastanza originali: occhieggiare la signorina dietro al vetro trasparente nella speranza di risparmiarsi qualche giorno d’attesa. Al di là dell'aspetto folkloristico, questi europei d’antan si sentono comunque privati di un diritto, ostacolati, e non smettono di lamentarsi contro i paesi di origine e le loro rappresentanze. I Consolati, dal canto loro, cercano di porre rimedio a queste difficoltà, oltre che informando della situazione emergenziale, anche cercando di velocizzare i ritmi, aumentando l’organico: ma davanti a questa onda anomala (11 settembre, codici a barre, Chavèz e crisi economica) poche imbarcazioni sono riuscite a resistere senza danni-
Questa incompresione, tra Italia, inteso come Consolato, e Venezuela, intesa come italo venezuelani, nasce appunto anche dalle politiche di ricezione degli Stati Uniti . E' questo piccolo esempio a poter farci riflettere su quanto sia ben giustificata l’attenzione del mondo sul paese più ricco d'occidente, e non per eccessivo criticismo: oltre alla voce forte, gli USA, posseggono anche una eco molto, molto lontana. Clicca, per tornare alla pagina iniziale
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