-     Caracas 2 dicembre 2004-      

 

Chávez per il Nobel

Qualcuno propose anche Berlusconi?

 

Piero Armenti

    Chavéz premio nobel? Perché no?

   Sará stato sedotto da questo breve e semplicissimo ragionamento,  Andrés Izarra, ministro della comunicazione, quando ha lanciato sulla pagina web del proprio ministero la candidatura del  presidente Chávez.

Quel che Chávez meriterebbe č semplicemente il premio nobel per la pace, nulla di piú, nulla di  meno, e d’altronde chi se non lui?

Chi se non lui, che con le sue missioni bolivariane ha alfabetizzato quella parte del paese che ne era rimasta fuori?

 Chi se non lui che ha portato il diritto alla salute nei barrios, con medici cubani sparsi dapperutto?

Chi se non lui č degno di cotanta alta onoreficenza,  in questo mondo di politici-affaristi, affaristi punto e basta .

 

    Leggermete diversa la reazione dell’opposizione.

     Pagliacciate, senza alcun dubbio.Pagliacciate tali da passare quasi sotto silenzio, come č giusto che sia, dinanzi a problemi, e notizie, molto piú allarmanti.

      Solo Teodoro Petkoff, dalle pagine del suo quotidiano di sinistra radical chic, Tal Cual,  si permette il lusso di riservargli la prima pagina, per trarne queste conclusioni : “lungo questi sei anni abbiamo visto svilupparsi un clima crescente di adulazione”- “non siamo arrivati al culto della personalitá, come nel caso di Stalin, di Mao o di Kim il Sung, ma mai agli adulatori di questi tre personaggi č venuto in mente di proporli per il premio Nobel”.

 

     In definitiva adulatori si, ma con intelligenza, senza perdere il senso del ridicolo. Probabilmente Petkoff non sa che qualcuno in Italia ebbe l’idea di proporre Berlusconi come Nobel, con queste motivazioni : “ per Il forte ruolo svolto a favore dell'ingresso della Russia nella Nato; per la cancellazione dei crediti che l'Italia vantava verso alcuni Paesi poveri; per aver interpretato la sua funzione istituzionale come un percorso limpido e coerente di mediazione dei conflitti internazionali; perché ha restituito all'Italia una vocazione diplomatica dispersa”.

Che orrore, per i tristi accademici di Stoccolma, dover scegliere....che orrore

 

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