-Caracas, 21 maggio 2004-

 

           ".....I governativi hanno richiesto formalmente le scuse degli americani, che non sono mai arrivate...."

 

Firme per il referendum contro Chavez

   Piero Armenti

       Iniziano oggi le operazioni di “reparo”, quelle attraverso cui rifirmeranno le persone le cui firme sono state considerate invalide. 

      A garantire la correttezza delle operazioni saranno presenti il Centro Carter e l’OEA( Organizzazione degli Stati Americani), entrambe organizzazioni  nordamericane, esperte nel campo, che hanno ottenuto, dopo alcune incertezze, il placet del governo.

      I momenti di rottura sono stati forti, soprattutto  quando i responsabili di queste organizzazioni, da osservatori imparziali, hanno rilasciato dichiarazioni dubbie,  che Rodriguez e Carrasquero (alcuni responsabili di orientamento governativo nelle procedure di raccolta firme) hanno considerato inopportune;  ci riferiamo alle critiche espresse dagli osservatori internazionali sulla possibilitá per chi avesse firmato, di poter ritirare la firma( il timore riguardava le possibili pressioni). I governativi hanno richiesto formalmente le scuse degli americani, che non sono mai arrivate. 

       Alla fine, per evitare tensioni internazionali e denunce di irregolarita', facendo marcia indietro,   il Centro Carter e l'OEA sono stati riammessi come osservatori.

        A dispetto della  occidentale sensibilita’ verso la privacy, qui i procedimenti di firma  avvengono alla luce del sole. Sui giornali appaiono i nomi dei firmatari, con i loro dati e addirittura  il numero della la carta d’identitá. Tutta questa trasparenza viene avvertita, da molti,  come un pericolo, soprattutto per le possibili persecuzioni politiche. La Coordinadora  Democratica (tradotto Coordinatrice Democratica) lamenta vere e proprie persecuzioni: imprenditori intimoriti si sono visti cancellare i contratti firmati con lo Stato, ad alcuni giornalisti è stata minacciato il ritiro delle cittadinanza venezuelana, e la paura, in genere, éaumentata.

       Chi ha firmato, generalmente, viene considerato da molti  anti-venezuelano; attributo pericoloso, con cui si dáspazio a qualsiasi tipo di ritorsione, dal semplice ostruzionismo amministrativo alla violenza politico-amministrativa. La paura rimane la stessa:  di un governo che da democratico si trasformi in autoritario, nel nome del popolo, dell’antimericanismo, e del petrolio venezuelano.

         Il parlamento nordamericano, inutile dirlo, guarda con molta attenzione al referendum, il senato ha approvato una risoluzione con la quale ha espresso il proprio appoggio a qualsiasi esito delle operazioni referendarie, purché siano trasparenti.   E almeno sulla trasparenza non dovrebbero esserci problemi:  tanti sono gli osservatori invitati: tra i tanti un dirigente del partito laburista, Tonny Benny, e l'associazione francese ATTAC.

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