Caracas, 18 novembre 2004 

        "...La veritá è che il Venezuela ha sedotto gli italiani in maniera piena e totale..."

 

      Marisa Bafile    risponde

 

 

          

Piero Armenti

 

 

Abbiamo sottoposto

l’articolo “Il mistero di una identitá in bilico: italiani o venezuelani?” a Marisa Bafile, responsabile del giornale italo-venezolano “la Voce d’Italia”:  ne riportiamo le sue annotazioni:  preziose, vitali, perché provenienti da chi lo “squarcio”, “ la domanda” se la è sempre posta, è continuamente ha cercato risposta:

“ Credo che genericamente qui non è stata la venezuelanitá a scolorirsi, anzi, all’opposto, è l’italianitá che si è andata perdendo”

“La veritá è che il Venezuela ha sedotto gli italiani in maniera piena e totale, ghetti non ne sono mai nati, né nessuno li ha mai voluti. E' diverso che negli Stati Uniti dove, per una questione anche di rifiuto della societá circostante- ma era una epoca diversa- gli italiani si sono chiusi tra di loro ghettizzandosi. Assolutamente no, questo qui non c’è stato. Ma di piú, la maggior parte delle seconde generazioni si sente venezuelana a tutti gli effetti, magari parla l’italiano, viaggia in Italia, ma il dubbio (italiano o venezuelano?)  neanche se lo pone: qui è nato, quí ha vissuto, e magari ha studiato negli Stati Uniti.  la questione della duplicitá non la sente assolutamente.

Ammettiamo poi una veritá storica che ci fa assolutamente sorridere: il fascino delle Venezuelane ha colpito nel segno, molti italiani qui con le venezuelane si sono sposati, hanno messo su famiglia, ed hanno assorbito di questo paese tradizioni e costumi, perché si sa, in questo campo è la donna che fa da traino. Cioè insisto ancora di piú, la maggioranza ha lasciato sbiadire l’italianitá, senza problemi né contrasti,  c’è invece un 20%, di cui io faccio parte, che magari rimane ancora legata all’ottica della doppia sponda, quella che magari piú frequenta i circoli italiani, ma anche questa, in linea di massima, è aperta al mondo circostante, e non ha l’intenzione, né la voglia di chiudere  gli occhi”

“riguardo alla convenienza di navigare tra due mari, sono pienamente d’accordo con te; ognuno in fondo cerca, secondo vocazione e attitudini, il posto migliore per vivere”

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