-Caracas, 16 maggio 2004-"...A vederli da qui, sembra una umanitá privilegiata, a verderli da qui vien voglia di indossare una camicia rossa, e lasciare gli approfondimenti a dopo..."
Corteo antimilitare
George
Grosz Operaio col fucile Carboncino su carta
Oggi gli “officialistas”, cioč i governativi, gli chavisti, hanno organizzato una manifestazione contro il terrorismo e i paramilitari (qui le manifestazioni sono tantissime), terrorismo che nulla ha a che vedere con il terrorismo arabo o antiamericano, che squarcia il ricco ovest del mondo: qui si ci riferiva ad alcuni paramilitari colombiani catturati al confine, assoldati e pronti a “matar” il presidente. Le accuse peró, velatamente , erano rivolte anche a Wasghinton. Eh si, proprio cosí. Dopo il colpo di stato fallito nel 2000, anti-democratico ed appoggiato apertamente dagli americani, dopo le notizie sulla guerra irachena, e considerata la storia del Sud e Centro america, sempre condizionata dal potere dei “gringos”, qualsiasi argomento di polica estera, di sicurezza interna, di politica interna č attraversato da una particolare attenzione, ed odio, verso politica- estera,economia,sociale- americana. Proprio cosí. In ogni discorso politico l’America č onnipresente. Bisogna capirlo: l’interesse per la crescita economica, che da noi č un totem insostituibile, ed emergenza primaria, qui č offuscata da problematiche che vengono ancora prima e riguardano la dignitá del popolo sud-americano in generale, venezuelano in particolare. In effetti ci troviamo dinanzi ad un processo di riscatto post-coloniale. Di recupero della sovranitŕ popolare, espropriata da sempre da una politica, che quando non era in mano ai militari, era in mano a politici percepiti come estremamente corrotti e irresponsabili dinanzi al popolo. Per capire bene quel di che si tratta basta analizzare le parole della politica. Qui, a sinistra, si usano parole come popolo, patria, patrioti, rivoluzione, parole che in Italia non hanno oramai senso nemmeno per la destra, omesse dal dialogo politico che affronta tematiche diverse; qui, invece, queste parole riacquistano valore e riflettono una emergenza, una prioritŕ di auto-nomos, cioč di esigenza democratica, incondizionata, non oligarchica, e diretta al popolo. Eccoci cosí di fronte ad una manifestazione che parlava di dignitá e libertá La maggior parte dei manifestanti indossa magliette rosse inneggianti il presidente e le sue missioni (ne parleremo piú in lá), č una gran festa, non c’č moltissima gente, ma quella che c’č balla, canta, č rumorosa. Chavez appare in cima ad una camionetta,con camicia rossa e mano alzata, taglia in due il corteo, osannato dal suo popolo. I controlli nel corteo sono assolutamente blandi: poliziotti equipaggiati in maniera leggera, arrangiati, con manganelli che sembrano mazze di legno grezzo: d’altronde, ci dicono, non c’č alcun pericolo: sono pur sempre manifestazioni governative. La strada č un grande bazar :si vende di tutto, dalle telefonate sui cellulari ( anche di questo parleremo) alle sigarette sfuse, dalle patatine fritte fatte in casa a carne arrostita sulla brace: l’abbiamo detto…č una enorme festa, si mangia a volontŕ,si beve birra, e rum, si parla di politica, e ci sono famiglie intere, di settori soprattutto popolari, che vogliono sorridere, che vogliono giocare. Dicono che queste manifestazioni ci siano sempre, e sempre piú spesso, servono anche a mantenere il consenso, e a riaffermare continuamente l’esigenza di un cammino comune popolare. A vederli da qui, sembra una umanitá privilegiata, a verderli da qui vien voglia di indossare una camicia rossa, e lasciare gli approfondimenti a dopo. Clicca, per tornare alla pagina iniziale
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