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"....si lasci i Venezuelani, dell’una e dell’altra parte, con la certezza di aver vinto, o perso, in una competizione trasparente..." I dubbi dell'opposizione
Aumentano i sospetti per possibili brogli elettorali durante il referéndum del 15 agosto. Nonostante gli osservatori internazionali,forse un po’ frettolosamente( dicono alcuni), abbiano dato il loro placet, le ragioni dell’opposizione sembrano trovar riscontro in un atteggiamento poco chiaro del CNE. Sùmate ( uno dei comitati d’opposizione) insiste: i nostri exit pool, basati su metodi staticisti funzionanti in tutte le votazioni del mondo, danno il SI al 59,4 %. Insomma quel che sospettano é che i risultati sarebbero stati rovesciati . Quel che chiedono, assieme al resto dell’opposizione, non è annullare o rifare le elezioni: è semplicemente scrutinare le urne in cui sono contenuti i foglietti con i voti ( frutto di un processo elettorale complesso, in cui si votava su uno schermo luminoso); insomma una semplice verifica manuale ( quella ufficiale è stata computerizzata) di quei seggi in cui sono stati effettuati gli exit-pool. Una richiesta chiara, accettabile e che la Comunità internazionale,fino ad ora più preoccupata per il barile che per altro, dovrebbe appoggiare. Il CNE ( consiglio nazionale elettorale) sembra far orecchie da mercante, non vuole saperne niente di contare i bigliettini . La posizione è chiara, e strana: si facciano tutte le prove, ma si lascino stare i bigliettini , la totalizzazione computerizzata è indubitabile, piú volte sono state verificate le macchine, alla presenza di tutti. E’ una posizione radicale, poco saggia innanzitutto, che non fa altro che peggiorare la politica di un Venezuela diviso che, proprio da queste elezioni, voleva soprattutto chiarezza. L’opposizione insiste, promette di accettare l’esito delle urne solo dopo averle scrutinate manualmente, il prima possibile, prima che se ne vadano gli osservatori internazionali (Centro Carter e OEA)- Questi ultimi tergiversano, loro le elezioni le hanno già ratificate, e ne perderebbero di immagine a tornare sui propri passi. L’esito della querelle rimane incerto. Da amanti della democrazia quel che bisogna augurarsi è che il Consiglio Elettorale permetta le verifiche chieste dall’opposizione, che si conteggino le schede depositate , e che alla fine si lasci i Venezuelani, dell’una e dell’altra parte, con la certezza di aver vinto, o perso, in una competizione trasparente. L’altra pessima alternativa sarebbe respingere le richieste dell’opposizione, lasciare metà paese con la convizione di essere stati imbrogliati, e peggiorare il futuro del Venezuela, polarizzando ancor di più la divisissima società venezuelana
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