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-Caracas, 14 novembre 2004-
"... -TASSISTI A CARACAS?-
“ Quanto costa fino alla 2ª avenida las delicias?” “ sette mila” . .
Si contratta simulando l’accento venezuelano, quando si sale su di un taxi di Caracas. Piú difficile ovviamente se sei straniero, hai capelli biondi, e occhi chiari. Ma col tempo, si sa, le tecniche si affinano, la metamorfosi, momentanea, si perfeziona. Prepari allo specchio il profilo piú venezuelano che hai, lo sguardo piú venezuelano che hai, e ti accosti con molta circospezione alla macchina, evitando che la conversazione duri troppo tempo, e assicurandoti che avvenga con modi spicci. Il rischio è di essere scambiato per un possessore insano di dollari, e il prezzo lievita (gringo, ricordate questa parola, sentendovela gridare addosso per strada) Oh voi che coraggiosi che vi imbattete nelle serate pedonali, dimenticatevi il tassista europeo, supercostoso, e super-raffinato, che conosce tutte le strade, vi apre lo sportello, magari ha un satellitare, mette su una bella musica di sottofondo, e vi regala un costosissimo minuto di felicitá, non userá Chanel numero 5, ma un po’ di acqua di colonia si. No, questa non é Caracas, e Caracas non è Parigi. L’avventura che affronterete nello sporgere un dito per strada, sará o una normale passeggiata, o qualcosa di diverso, e magico? (magico???sei sicuro? No!). Come lanciare i dadi. Perché questa cittá è cosí, un teatro all’aperto, un po’ tragico, un po’ comico, ma definitivamente surreale. Certo il tassista sará perfetto ed il servizio impeccabile,perché a volte accade anche questo. Ma (la parola piú dolorosa che esista: MA) il tassista potrebbe non conoscere la strada dove dovete andare, perché per fare il tassista non ha dovuto fare nessun corso, né chiedere alcuna licenza. Una macchina, un cartello con su scritto taxi, ed anche un reperto archeologico, con le gomme non equilibrate, che traballa e caccia fumo nero, puó trasportarti nelle notti insonni di Caracas. La regola vorrebbe i taxi con una targa gialla, una specie di permesso, o concessione necessaria ma non necessaria allo stesso tempo. Una spina nel fianco della logica, e del principio di non contraddizione. A non puó essere B, ma un taxi puó essere un taxi anche senza esserlo. Anche voi, fortunati autopossedenti, potete trasformarvi in un lavoratore del caos (considerando il traffico), con la semplicissima vostra carretta. Il servizio non è costoso, per le nostre tasche. Peró è di una qualitá pari a quella di un baccalá maleodorante. Lungo la mia strada di cliente dei taxisti ho trovato di tutto: tassisti che fumano senza preoccuparsi, altri che mettono la musica al massimo, altri che non sapendo dove è la strada si arrabbiano con te: “ ma scusi? Il tassista non sono mica io?” “ peró tu non sai dove andare?” “ peró io ti dico la strada, mica anche come arrivarci?”. Tassisti,una nuova sit comedy. La cosa piú eccitante? Che a volte non vogliono accompagnarti: si annoiano di fare la coda in macchina, o non raggiungono posti pericolosi. Ma non finisce qui. Non azzardatevi a fermarlo, a quel povero tassista, se siete due uomini, o piú, e avete un aspetto poco convincente : scapperanno a vele spiegate, perché loro, lavoratori nella notte, hanno una fottuta paura di vedersi derubati da finti clienti (fucking…in inglese…fottuta in italiano, non ci sono altri termini per dire questo). Ma a volte sono i finti tassisti a cacciare dal cruscotto una calibro 8, per sottrarvi i quattro spiccioli che portate ( se siete stati previdenti pochi, vi raccomando pochi). Insomma la Caracas tassistica è cosí. Finti tassisti che hanno paura di finti clienti, veri tassisti che hanno paura di veri clienti, finti tassisti che hanno paura di veri clienti, veri tassisti che hanno paura di finti clienti.Una psicosi totale.Tutti tassisti.Uno,nessuno, centomila
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