|
-Caracas, 14 giugno 2004
"...la differenza qui non è tra legale o illegale, ma tra si può fare o non si può fare: è questa l’unica dimensione normativa vincolante..."
Venezuela e stato di diritto
La riflessione di oggi è una riflessione di teoria del diritto, e prende spunto dalla realtà di una singolo paese, il Venezuela, per tracciare una teoria dello Stato che sia estendibile poi a tutti gli altri paesi che si trovano nella stessa condizione, e quindi precisamente a tutto il Sud-America. Il Venezuela, i venezuelani, che pur hanno una identità nazionale forte, anche se conflittuale , non hanno un corrispondente senso dello Stato. Tutto nasce dalla carenza di autorità dello Stato stesso, sostituita dalla “autoritarietà” dei funzionari pubblici , consolidata nella pratica in un generico disordine normativo, cioè nel mancato riconoscimento di una normatività statale vincolante. Il quadro normativo è formalmente valido, costituzionalmente ineccepibile, ma carente di effettività; a livello sociologico tra una norma statale, ed una prassi anti-normativa, prevale sempre la seconda, e, pur volendo, lo Stato non avrebbe il potere per cambiare le cose. Perchè questo? E arriviamo al secondo punto: i funzionari pubblici, i giudici, la polizia sono la causa di continue irritazioni, timori, sensazioni di insicurezza per i singoli cittadini. Invece di costituire il cardine della democrazia e dello stato di diritto, sono fonte di arbitrarietà e di deviazione normativa. Le garanzie, i poteri ad essi concessi, che dovrebbero essere finalizzati al bene pubblico,vengono distorti per fini privati, ed il problema per il singolo diviene: difendersi dall’arbitrio di uno stato arbitrario. Uno Stato, così, incapace di farsi rispettare, e divorato al prorpio interno dai personalismi, è chiaramente carente di legittimità: lo scarto tra teoria e prassi diventa voragine, voragine in cui cresce pian piano una nuova, inossidabile feudalità- La mia esperienza in Venezuela conferma tutto questo. La sfera pubblica è soprattutto corruzione, il miglior modo per uscire di galera, assicurano i penalisti, è avere abbastanza soldi per corrompere il giudice; il miglior modo per avere la patente è comprarla; per avere un passaporto rapidamente pagare una piccola tangente; i poliziotti per strada non vengono visti come garanzia, ma spesso come pericolo, si ci allontana, soprattutto se si è di notte è si è soli. Ma questo è il minimo: in una città come Caracas, nei ranchos, lo Stato è totalmente assente: vivono persone mai iscritte all’anagrafe; l’energia , l’acqua, quando c`è, è rubata; nessuna legge è non solo rispettata, ma neanche conosciuta. E non si tratta di fenomeni marginali, ma si tratta di una larghissima fetta della città. La debolezza normativa non è un fenomeno nuovo, anzi : è una costante storica del sud-america, tende a crescere durante le crisi economiche, e ha la sua radice nell’incapacità del Sud-America di definire la propria identità, tra ingerenze esterne, flussi migratori, e non-sviluppo economico-sociale. Andiamo avanti con la mia esperienza. Molto ingenuamente, dinanzi ad una cosa strana, chiedevo se fosse legale o meno. Una domanda semplice, che rifletteva la mia cultura della legalità di fondo:le persone non capivano, spesso ero costretto a ripetere la domanda due o tre volte, per poi sentirmi rispondere vagamente. E difatti la differenza qui non è tra legale o illegale, ma tra si può fare o non si può fare: è questa l’unica dimensione normativa vincolante, e non dipende dalla proceduralità democratica. Si può o non si può fare: a deciderlo non è il diritto statuale, ma la prassi quotidiana, o i rapporti di forza interni in un singolo quartiere, in una singola zona. Il risultato è una economia che cresce così allo stato brado, senza certezze, e persone che vivono nella confusione- Un altro esempio: molte villette che sono costruite lungo una strada chiusa decidono un giorno di costruire un cancello, o un posto di vigilanza, per l’accesso al proprio quartiere. Cosa fanno: chiedono il permesso all’ente compentente, che agirà in base ad una normativa chiara? No: lo fanno e basta, senza chiedere il permesso a nessuno, nessuno li disturberà e poi col tempo, se vogliono, regolarizzeranno la cosa: perchè una normativa regolare e statale ci sarà comunque, e se è contraria in qualche modo si farà. Ma la cosa peggiore, dal punto di vista di filosofia del diritto , è che neanche le prassi, per quanto antisociali, costituiscono quella certezza entro la quale costruire un propria cornice normativa: un tassista venezuelano esprimeva così la propria insicurezza: “non sai mai se il giudice è corrotto o no, se il poliziotto e quello buono o cattivo, se questa cosa si può fare o no”. Ed è questa incertezza di fondo ad evitare che cresca il senso di stato, ad evitare che vivano i diritti e spariscano i privilegi. Clicca, per tornare alla pagina iniziale
|