-1 marzo 2005-

    CARACAS

Piero Armenti

 

-- Il sindacato dei lavoratori venezuelani (CTV) ritiene necessario approvare un aumento generale del salario dei lavoratori( adesso circa 100 euro al mese, al minimo) tra il 25 e 30% per recuperare la capacitá acquisitiva del venezuelano.

L'aumento a 400 mila bolivares, proposto dal governo, appare insufficiente per il sindacato, che propone di fare ancora di piú, dall'altro lato gli industriali, rappresentati da Albis Muñoz, considerano  400.000 bolivares giá troppo, e premono affinché la manovra non passi. La loro argomentazione: lasciamo che che i soldi possano essere investiti.

(    Nota : Industriali che guadagnano milioni di bolivares, hanno case sparse in tutto il mondo, viaggiano in aerei privati, fingono di non vedere cosa sia la vita con 1oo euro al mese, e dinanzi ad un piccolo aumento si tirano indietro.

     Mendicanti per strada, bambini con famiglie dietro distrutte, senza diritto allo studio, senza servizi essenziali. E chi lavora non ha neanche i soldi per mangiare, a volte il salario minimo non basta neanche per quello.

 E qualcuno ancora si chiede il perché della rivoluzione.)

 

- Grazie ad un comunicato il vicepresidente José Vincente Rangel ha rifiutato le critiche del governo statunitense allo scarso impegno del Venezuela nella difesa dei diritti umani.

E' stato semplicissimo, d'altronde: é bastato ricordare i crimini di guerra degli Stati Uniti, come in Afganistan.

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