"....sembrava un futuro di ricchezza quello del Venezuela, un futuro occidentale. Prospettive: poche differenze sociali, poca diseguaglianza..." Sulla povertà (II)
Analizziamo le politiche contro la povertà dei governi precendenti a quello di Chavéz. L’economia venezuelana è incentrata sul petrolio, ed è semplice spiegarne l’evoluzione: quando le entrate petrolifere salgono aumentano anche le spese del governo, cresce l’economia; in caso contrario diminuisce tutto. Dipendendo tutto, quindi, dalle entrate petrolifere, anche le politiche contro la povertá ne sono il riflesso. Queste entrate da metá degli anni 70 fino alla metá 80 hanno avuto un vero e proprio boom, mentre hanno subito un declino dalla fine degli anni 80 alla fine degli anni 90. Prima degli anni settanta, prima quindi del boom economico, la principale politica sociale governativa era concentrata sulla riforma agraria, con la redistribuzione della terra a circa 150 mila famiglie. Con il boom del petrolio( anni settanta) le entrate aumentarono esponenzialmente, una pioggia di dollari premió il Venezuela, si poteva e doveva mirare piú in alto: le riforme agrarie passarono in secondo piano, l’obiettivo principale cambió: modernizzare il paese. Innanzitutto si ci dedicó garantire una istruzione pubblica per tutti, a migliorare la sanitá pubblica,a creare un salario minimo garantito, ad avviare grandi opere pubbliche. La moneta circolava, i poveri avevano piú assistenza, molti di loro si arricchivano, lavorando. Erano gettate le basi per la pace sociale, in nome dell’obiettivo comune di far crescere il paese, per crescere tutti assieme. Si lavorò tutti uniti,sia politicamente che socialmente, il povero puntava a diventare middle class, la middle class a diventare middle-high class, e via dicendo, sembrava un futuro di ricchezza quello del Venezuela, un futuro occidentale. Prospettive: poche differenze sociali, poca diseguaglianza. Ma si sa, l’economia che si basa sulle oscillazioni del petrolio è una economia instabile, difficilmente programmabile.
Il flusso di dollari si arrestó improvvisamente, durante la metá degli anni ottanta: le entrate petrolifere diminuirono, la classe media inizió ad impoverirsi, e inizió ad usufruire di servizi che prima erano solo per i poveri: niente istruzione e sanitá privata, ricorso alla sanitá e istruzione pubblica, utilizzo di benefici quali l’esenzione da imposte sull’automobile. Questo corsa ai servizi pubblici da parte di chi prima non li utilizzava costrinse il governo modificarne la gratuitá, mettendoli parzialmente a pagamento: tasse per le scuole, alcuni servizi sanitari a pagamento. Le minori entrate statali portarono il Venezuela ad ingigantire il debito pubblico nelle forme del debito estero. Sotto la tenaglia del fondo monetario internazionale, nell’89 Perez considerò necessario, per la dignità venezuelana, pagare il debito estero, e così accettò i consigli del FMI: instituì un pacchetto di riforme neoliberali, eliminando i sussidi e il controllo dei prezzi per una grande quantità di servizi pubblici e beni di consumo, flessibilizzazione delle restrizioni nel commercio estero, più libertà di l’investimento dall’estero, niente cambi fissi. Se una parte della classe medio alta era convinta che queste riforme avrebbero potuto far rinascere il Venezuela, grazie sicuramente alle nuove opportunità che la liberarizzazione portava, per i poveri fu subito chiaro il proprio destino: rimanere poveri e continuare a peggiorare la propria situazione economica. Le riforme non furono ben accette,e il popolo dei ranchos scese in piazza. L’89 fu un anno drammatico, l’anno del cosiddetto Caracazo: la gente per le strade a protestare contro le riforme neoliberali, l’esercito a sparargli addosso: i morti furono più di mille, ma mai si seppe il numero ufficiale. Siamo all’origine della spaccatura sociale,politica,economica che porterà dieci anni dopo al trionfo di un militare: Hugo Chavez. Figlio del popolo, portavoce del popolo, censore della classe media, e del suo americanismo, Chavez concentrerà i suoi sforzi sulla povertá, ne analizzeremo le politiche sociali nella prossima puntata. Clicca, per tornare alla pagina iniziale
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